Quando lasci che il tempo ti scivoli addosso…

Il tempo è l’unica cosa che non puoi comprare. Che tu sia ricco o povero non conta, il tuo tempo lo puoi solo vendere. Puoi acquistare il tempo altrui ed impiegarlo per liberare parte del tuo, ma il tempo che sprechi ogni giorno non tornerà mai.

“ Quando mi sono svegliato non riuscendo a ricordare come avessi passato i due anni precedenti, ho avuto paura. Quando ho visto i capelli bianchi e i chili in più sulla pancia, ho avuto paura. Quando ho capito di essere in una gabbia che rubava il mio tempo, ho avuto paura. Quando ho immaginato di fare quella vita per altri cinque, dieci, vent’anni, ho avuto paura. Con le mie rate della macchina, il mutuo da pagare, due figli da portare a scuola, televisore al plasma in salotto a guardare il Grande Fratello 40: ho avuto paura. Le tende alla finestra, le otturazioni sui denti, il giardino ben curato: ho avuto paura. Le ferie ad agosto da chiedere al capo. Le promozioni che non arrivano. Le visite dal medico. Gli antiacidi per la gastrite che non passa. «Come va il polso?» «Eh, male. Sto troppo al computer, ma come faccio?» Ho avuto paura. Una macchina che mi investe, mi spezza, gettandomi venti metri più in là, e lasciandomi dieci secondi per ripensare al passato e ricordare di aver avuto un sogno, una volta, mentre il sangue e la vita mi scivolano via. Ho avuto paura. Oppure una malattia. Una lenta agonia, steso sul letto di un ospedale, incapace di muovermi, anche solo per gettarmi dalla finestra e porre fine al dolore. «Datemi solo cinque minuti di libertà» avrei urlato, «almeno sceglierei di andarmene!» Ma non ho altri cinque minuti. Non li ho più, il tempo è finito, ormai. Mi guardo indietro e vedo la mia vita, come l’ho sprecata, cosa potevo fare e non ho fatto. Potevo essere qualcuno. Potevo anche essere nessuno ma felice. E invece sono semplicemente nessuno. Tempo scaduto. No, non avevo solo paura. Ero terrorizzato.

Ma dico che ce ne vuole molto di più di coraggio a rimanere dove si è, quando hai già visto come andrà a finire. Non ho fatto il salto perché ho avuto il coraggio di affrontare l’ignoto, ma perché ho avuto paura di restare in un mondo che conoscevo fin troppo bene. “

[tratto da “Sulla strada giusta”]

Author: Luca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *