La sindrome di Ulisse

Ritrovarsi eccitati all’idea di partire ma poi in un attimo impauriti e smarriti per non sapere cosa ci aspetta.
Avere una visione distorta della realtà, pensando che solo la nostra patria sia un posto perfetto dove tutto è bello ed idilliaco. Ed al contrario immaginare un nuovo posto come un nemico, un posto da cui fuggire perché causa di malessere.

Nell’Odissea, Omero lo descriveva così:

…e Ulisse passava i giorni seduto sugli scogli, consumandosi a forza di pianti, sospiri e pene, fissando con i suoi occhi il mare sterile, piangendo incessantemente…

Forse alla base di un viaggio senza tanti programmi o date definite c’è quell’insoddisfazione della persona che lo porta a cercare altrove una nuova speranza, che al tempo stesso genera ansia ed angoscia.

Una parte di questi sentimenti li prova ogni viaggiatore, ed è innegabile dire che non sia cosi.
Ma forse, almeno per me, la paura di “non fare” è superiore a quella di “fare e rischiare”.
Ho più paura a restare qui nel certo, piuttosto che partire per l’incerto.

Author: Luca

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